Febbraio 12, 2026
Immagine WhatsApp 2025-12-11 ore 19.55.47_5eeebccf

Mercoledì 10 dicembre 2025 si sono svolte le seconde prove per l’appello del nuovo
semestre filtro che sembra aver deluso le aspettative di molti studenti, i quali
confidavano in una prova più equa capace di valutarli per le loro competenze reali.
La critica principale mossa da questi ultimi è stata la mancanza di tempo adeguato
per la preparazione di un esame con programmi vasti e complessi: i dati confermano
infatti la poca efficacia del provvedimento, che ha sostituito il classico test
preselettivo. Si può constatare che nel primo appello 1 studente su 10 è riuscito a
raggiungere la sufficienza in tutte e tre le prove. Le restanti prove risultano
inadeguate per l’accesso alla graduatoria nazionale: con tali risultati rimarrebbero
“liberi” più posti del previsto, confrontando anche gli anni precedenti, motivo per il
quale il ministro dell’Università e della ricerca Bernini avrebbe annunciato la
possibilità di far entrare in graduatoria anche gli studenti con valutazioni non
sufficienti secondo quanto stabilito inizialmente. Al momento la soluzione alternativa
al classico test non sembrerebbe aver portato alcun beneficio, ma al contrario ansia
e preoccupazione di perdere un anno universitario in caso di esito negativo. Resta
dunque una questione del tutto aperta, che fonda le sue radici in anni di tagli e
investimenti mancati in un settore così critico come quello dell’istruzione pubblica, i
cui effetti si riflettono anche in un ramo indispensabile come quello della sanità, in
crisi da diversi decenni.
Numerose associazioni studentesche già dal primo appello hanno promesso agli
studenti di mobilitarsi per promuovere una serie di ricorsi per denunciare le lacune e
l’inadeguatezza della prova, reputata eccessivamente articolata e complessa per le
materie trattate in così poco tempo durante le lezioni.
“Siamo solo al primo tempo di una procedura che si svolge in tre tempi, tutti gli
studenti saranno in graduatoria, non ci saranno vuoti; prima di giudizi sommari,
aspettate che il processo si completi”. Queste le parole del ministro Bernini in
senato, che si dice ancora convinta della validità del progetto, invitando i presenti ad
attendere gli sviluppi finali della questione.
Se il primo tempo di questa “partita” secondo Bernini risulta concluso, non resta altro
che sperare in un secondo capace di ribaltare l’esito finale, che attualmente si ritiene
un fallimento, fonte di notevoli incongruenze e pochi benefici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *