
I. “S. S.” L. A. Seneca, Roma, 28 ottobre 2025
“FacciamoTredici”, Il municipio che ascolta, coinvolge, cambia.
Si è tenuta nella giornata di mercoledì l’Assemblea pubblica del
municipio XIII di Roma Capitale, alla quale era presente la giunta
municipale capeggiata dalla presidente Sabrina Giuseppetti. Presenti
anche la Dirigente Scolastica Anna Canestrella, la presidente
dell’assemblea capitolina Svetlana Celli e una manciata di sfegatati fan
della giunta municipale e comunale.
L’incontro si sarebbe dovuto svolgere per creare un confronto costruttivo
tra istituzioni e cittadini, ma così non è stato permesso da chi ha
organizzato tale assemblea. La prima ora e mezza di “assemblea” è
stata, infatti, una sfilata di arroganza e autolatria del presunto lavoro che
il municipio avrebbe svolto durante questi “pochi” anni di governo del
territorio (d’altro canto, solo 4 miserrimi anni!). Tra le varie opere
realizzate: balletti per Gaza; riqualificazione della base interstellare ex
fabbrica Campari a Montespaccato (progetto lasciato ammuffire per
anni) che, al di là della retorica propagandistica, non è altro che una
semplice sala polifunzionale; il milione di euro speso per l’edificazione
della piazza “polifunzionale” che sta sorgendo in prossimità
dell’auditorium Albergotti, sulla quale verranno realizzati: magnifiche
strutture ludiche per bambini (e per adulti?), attrezzature atte al wellness
dei cittadini (sempre che non facciano la fine di quelle della Pineta
Sacchetti) e niente meno che una completa lastricazione del suolo; la
promessa del collegamento delle utenze civili e non della periferia ad
acquedotti e fognature (wow, d’altro canto, nel 2025, non si può
pretendere di avere i servizi basici sul territorio, ma che utopie sono
queste?!); ed altri importantissimi progetti per il municipio che lo hanno
rivoluzionato passando “dall’anno 0 all’anno 1-2-3-4-5…”.
Dopodichè c’è stata una sezione di elogi indiscriminati e “casuali”
all’amministrazione del Commissario Speciale/Sindaco/Visionario Eroe
Gualtieri e dell’amministrazione stessa del Municipio sotto l’insindacabile
guida della Presidente Giuseppetti, detentrice in quanto autorità, della
Verità Assoluta.
Poco tempo è stato lasciato alle domande/proposte dei cittadini, che,
dopo aver ascoltato ininterrottamente per 2 ore il gongolarsi della
politica, avevano a disposizione 2 minuti ad intervento. Comprensibile è
stata la decisione di alcuni residenti di abbandonare l’assemblea
pubblica, vista l’impossibilità di esprimere le proprie opinioni per la
lungaggine dell’esaltazione vanagloriosa degli amministratori presenti
(menomale che il municipio ascolta, coinvolge, cambia!). Inaspettata
inoltre la presenza di alcuni cittadini, non ben accetti dai presenti, i quali
hanno denunciato il mancato adempimento di alcune proposte e hanno
manifestato il loro dissenso nei confronti delle decisioni dalla giunta
municipale: non sono mancate da parte dell’amministrazione risposte
discorsive in merito ai quesiti posti, che ha cercato di sviare in concetti
attraverso risposte poco chiare e molto confuse, ciò da l’idea che chi era
chiamato a rispondere non fosse particolarmente “preparato”. Un
esempio lampante è stato fornito quando è stata posta la questione
riguardante la viabilità, tema molto caro alla presidente (a suo dire). Il
quesito riguardava la discussione nata sulla costruzione della linea
tranviaria Termini-Vaticano-Aurelio: la cittadinanza ha espresso infatti
preoccupazione in merito ad un possibile ulteriore restringimento della
carreggiata che non farebbe altro che implementare la presenza di
ingorghi in una zona già trafficata come Cornelia. Ci si chiede dunque in
che modo tale decisione migliorerebbe la vivibilità del quartiere e
proietterebbe Roma nella città futuristica “dei 15 minuti” tanto acclamata
dai “manager” del municipio? Non è dato sapere come si potrebbe
risolvere i disagi legati al traffico vista la vaga risposta della presidente
Giuseppetti, che si è limitata a descrivere la magnificenza della futura
opera in una visione a lungo termine, o meglio dire la famosa, e già
citata, città dei 15 minuti (minuti che serviranno a percorrere un tratto di
500 metri se contiamo i vari restringimenti di carreggiata per ciclabili e
marciapiedi di dimensioni spropositate). Altre varie critiche portate sono
state a riguardo della mala amministrazione del quartiere, del totale
abbandono del concetto del decoro urbano, della lontananza dell’“ente di
prossimità” dalle scuole e dai cittadini, per non parlare della mala
amministrazione dei fondi e delle aree verdi, o sarebbe meglio dire delle
“infrastrutture verdi”.
Concludendo dunque la nostra riflessione, non si capisce in che modo il
quartiere sia stato “rivoluzionato” e migliorato, ma soprattutto non è
chiara la descrizione di un municipio che sembra brillare di luce propria
agli occhi di chi lo governa, e che, dall’altra parte, risulta apocalittico ai
cittadini non “ammaliati” dalla luce divina emanata dall’amministrazione,
che ogni giorno lo ascoltano, lo vivono, e infine, a differenza di chi
sarebbe tenuto, per obbligo lavorativo ed etico, a farlo, cercano di
cambiarlo per il bene collettivo.
P.S. il liceo si chiama I.I.S. Lucio Anneo Seneca, ma capita di non
conoscere il nome dell’unico liceo del municipio che si amministra.